sabato, 05 luglio 2008

Vacanze...

Questa estate come metà ho scelto Madrid! (per fortuna che posso scegliere) E sapete perchè? Ben 4 stadi da visitare

Getafe Coliseum Alfonso Pérez, Rayo Vallecano Estadio Teresa Rivero,  Real Madrid Santiago Bernabeu, Atletico Madrid Vicente Calderón

Appena torno vi mostrerò qualche foto.

Ps Per Afecionados devo ancora inserire le foto degli Europei non preoccuparti non mi sono dimenticato, saluti a tutti e Buone vacenze!

postato da: footballcrazy alle ore luglio 05, 2008 01:35 | link | commenti (4)
categorie: comunicati
martedì, 01 luglio 2008

UN UOMO UN PERCHE'

IL GRANDE SOVIERO

 

postato da: footballcrazy alle ore luglio 01, 2008 00:13 | link | commenti (1)
categorie: video
giovedì, 26 giugno 2008

contro il calcio moderno!

postato da: footballcrazy alle ore giugno 26, 2008 02:42 | link | commenti
categorie: euro 2008, universo ultras
martedì, 24 giugno 2008

I comunisti...

Ecco il mio pensiero che credo sia condiviso da molti connazionali, attraverso accordi di sottogoverno che affondano le radici negli anni ’60, la sinistra si è impadronita della scuola, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. La mia esperienza mi fa dire con certezza, che ad esempio la storia che ci hanno insegnato l’hanno scritta loro e tanto per chiarire con quale punto di vista hanno negato per decenni le Foibe oppure hanno taciuto sugli omicidi durati fino al ’47 di persone non gradite accusate di Fascismo. Hanno taciuto sugli sputi con cui nelle regioni “rosse” venivano accolti i treni di profughi Istriani disperati e adesso cosa fanno? Ci danno lezioni di accoglienza nei confronti dei clandestini! Si sono impadroniti delle aziende pubbliche, facendone carne di porco basta citare l’esempio di Alitalia. Hanno di fatto impedito ogni tipo di “politica energetica” alternativa al petrolio composizione ideologiche di retroguardia mentre il mondo andava da tutt’altra parte. Hanno portato l’ideologia nelle fabbriche, anziché difendere gli interessi reali dei lavoratori, hanno occupato le procure, i giudici del lavoro, gli uffici provinciali del lavoro regalandoci un sistema che non riesce neanche a licenziare i ladri colti in flagrante. Hanno occupato antichiave quale le ASL, le INPS, le INAIL, gli uffici delle imposte, radicandovi l’inefficenza che tutti i giorni ci strozza e un subdolo atteggiamento sostenuto da norme circolari tendente a soffocare il solo concetto di iniziativa privata. Hanno distrutto il principio di autorità e la CULTURA DEL DOVERE, in nome chissà di quale uguaglianza e democrazia…e mi fermo qui. Hanno dunque commesso errori storici, che pagheremo ancora per generazioni, ma a quanto pare finalmente ce ne siamo accorti.   

postato da: footballcrazy alle ore giugno 24, 2008 17:16 | link | commenti (1)
categorie: politica, pensieri ribelli

Ecco dove viviamo..

DOMANDA: Dideci perché secondo voi la sinistra non riesce a portare avanti le proprie istanze.

Forse perché siamo italiani, maestri del dire diverso dal fare. Anche a Sinistra non si sottraggono a questa regola. Diversi dagli arabi che torto o ragione vanno martiri per la propria religione, noi per religione abbiamo martirizzato solo quelli fra Savonarola e Giordano BrunoImmagine:Giordano Bruno Campo dei Fiori.jpg

 che si opponevano allo strapotere pretesco e gesuitico della forma sulla sostanza. Galilei si salvò con l’Abiura ponendo così un valido precedente per l’8 settembre di  sei secoli dopo. Le streghe purtroppo non si salvarono pace all’anima loro. A noi italiani non importa l’effettivo funzionamento delle leggi, ci basta che le leggi  ci siamo, spessissimo applicate da nessuno e da tutti in egual misura, lo stesso dicasi per morale, etica valori ecc. E così tra morti bianche, rifiuti giramondisti, mafie, camorre, ‘ndranghete, sacre corone, quartierini, magistrature inefficienti e politicizzate, alitalie in banca rotta ferrovie alle secche, casse allegre e spendaccione, cliniche dell’orrore e appelli istituzionali, passiamo il tempo a ballare sull’orlo del precipizio chiedendoci perché? Nel frattempo i tedeschi si sono rimboccati le maniche riemergendo da un baratro ben più profondo del nostro. Hanno riunificato la Germania,

siedono tra i membri permanenti delle Nazioni Unite, e non vogliono che l’Italia partecipi al negoziato con l’Iran. Approposito, non travate macabra ironia che per incenerire i rifiuti campani

 andiamo in Germania a vagoni piombati? Pagando i tedeschi a caro prezzo? Nel tempo  hanno certamente dato prova di capacità ed efficienza nel settore specifico, ma pagarli e ringraziarli è proprio il massimo. Il passato a noi non ci ha insegnato nulla, speriamo che non ci espellano dall’Europa quando saremo superati da Grecia, Turchia e da tutti i paesi Baltici con rispetto per tutti loro beninteso. Lavorare poco, doveri nessuno, diritti? Tutti! Il problema più importante è stabilire se Berluconi sia un santo oppure un diavolo, così vive la maggior parte di noi e quando tutto manca basta….mettere a Cassano

 pur di tornare a sorridere, purchè a nessuno sia dato di governare veramente e se Berlusconi cerca di farlo a dispetto dei Santi anatema e carcere sono pronti per lui. Francamente temo per il futuro, forse non mio ma dei miei figli e dei figli dei miei figli ovvero i miei nipoti.

postato da: footballcrazy alle ore giugno 24, 2008 00:05 | link | commenti (2)
categorie: politica, pensieri ribelli
giovedì, 19 giugno 2008

LEZIONE DI ITALIANO

GUASCONE: che manifesta la spavalderia e la litigiosità considerata tipica dei guasconi

postato da: footballcrazy alle ore giugno 19, 2008 20:37 | link | commenti (1)
categorie: vocabolario
lunedì, 16 giugno 2008

Il calcio romantico che non c’è più

Il 13 febbraio 1949 durante un Atalanta-Lazio, anteponendo agli interessi personali quelli della squadra, Uber Gradella, storico numero Uno della S.S. Lazio, si lanciava in una mischia che gli sarebbe costata la carriera: “Mancavano due minuti alla fine della partita e pareggiavamo 1-1. Per noi quel punto era vitale e l’avrei difeso a tutti i costi. Su un calcio d’angolo mi gettai senza paura incontro ad una palla nonostante l’opposizione di diversi avversari. Caddi a terra cercando di difendere la sfera, ma in quel preciso momento sette giocatori, tra avversari e compagni caddero sul mio corpo. Sentii il ginocchio girarsi completamente, ma decisi di rimanere in campo per i minuti finali”. Stoicamente, aggiungeremmo.
Nelle parole di Uber Gradella si percepisce una tempra diversa da quella di molti pupazzi che popolano le scene calcistiche dei giorni nostri. Se vogliamo, questo ex portiere classe 1921, è l’esempio perfetto di chi lotta per una squadra, per dei colori, quelli biancocelesti nella fattispecie, rischiando addirittura in prima persona. È la difesa di un ideale, lo spirito di un calcio antico e romantico.
Dopo l’episodio sopra ricordato Gradella subì la frattura di tutti e due i femori: la carriera è compromessa e lui lotta per tornare a camminare come una volta.
Pensi a Uber Gradella e fai un salto lungo quasi un secolo, si ripercorre la storia del nostro calcio e della nostra Italia, tra guerre, campionati sospesi, amicizia tra tifosi e calciatori, zero barriere negli stadi. È l’antitesi dell’incubo moderno.
Eppure quella di Gradella per il calcio è una passione che nasce, come accade ancora oggi, sin da quando lui era un bambino, quando a sette anni comincia a giocare nel suo quartiere a Mantova: “Ricordo che facemmo una colletta – ha dichiarato qualche tempo fa Gradella – di cinque centesimi ciascuno per andare a comprare il nostro primo pallone. E da lì le prime sfide e i pomeriggi interi passati dedicati al calcio. Io – prosegue – ho sempre giocato in porta”.
Un approccio col calcio professionistico completamente diverso da quello di oggi, e Gradella comincia a parare nell’A.C. Mantova, in serie C dove rimane fino all’età di 16 anni, per poi passare a Verona dove viene premiato come portiere più promettente della serie cadetta.
Fino a quando non compie il grande salto, all’età di 18 anni, e arriva alla Lazio. Il ragazzo Uber Gradella prende il treno perché deve raggiungere la sede della Società Sportiva Lazio in via Frattina, scende a Piazza di Spagna e comincia a girare spaesato per la Capitale. Poi, un taxista Laziale lo aiuta. È solo il primo dei moltissimi contatti diretti che avrà con i tifosi. “Basta pensare a quello che succedeva ogni domenica. Il nostro raduno era alle 10.30 alla trattoria di via Frattina. I tifosi ci circondavano e ci sostenevano. Era diventata  ormai un’abitudine quella di incontrare una decina di bambini che venivano con noi a piedi fino a piazzale Flaminio, dove poi prendevamo il tram per andare allo stadio. Era bello perché i tifosi ti caricavano, ti davano consigli e a volte anche qualche giusta critica”.
La prima partita in biancoceleste Gradella la gioca a Monaco, nell’ambito di un minitorneo con una delegazione tedesca. La Lazio si impone 1 a 0 all’andata e 4 a 0 al ritorno. Spesso a Roma gli allenamenti della Lazio erano seguiti dai figli di Mussolini, tifosi doc, e il portiere ha l’opportunità di conoscere Romano e Anna Maria, suoi sostenitori oltre che frequentatori abituali dello stadio.
Grande amico di Silvio Piola, Uber, pronto per il rientro, riceve la comunicazione della sua sostituzione con Sentimenti IV. Riceve per l’occasione la lista gratuita, ma piuttosto che lasciare la sua Lazio preferisce abbandonare per sempre il calcio.
“La Lazio mi ha accolto e mi ha fatto crescere come uomo e come calciatore. Le sono immensamente grato e per lei sarei sempre pronto a tutto”. Così, animato da un sentimento nobile, Gradella si congeda dalla società per cui ha parato 140 volte. “Sarei sempre pronto a tutto”: come quella volta, il 13 febbraio 1949, che per difendere la sua maglia, sacrificò il suo ginocchio.

 

postato da: footballcrazy alle ore giugno 16, 2008 23:37 | link | commenti (1)
categorie: dal web

Euro 2008

Fine settimana passato fra uno stadio e l'altro, fra Svizzera e Austria, fra qualche giorno inserirò alcuni scatti.

postato da: footballcrazy alle ore giugno 16, 2008 23:31 | link | commenti (1)
categorie: euro 2008
martedì, 10 giugno 2008

EURO 2008

CHIUSO PER EURO 2008

AL RITORNO SPERO DI INSERIRE QUALCHE BELLA FOTO.

UN SALUTO

postato da: footballcrazy alle ore giugno 10, 2008 00:37 | link | commenti (2)
categorie:
martedì, 27 maggio 2008

L'AMOR TEPPISTA

E' il 1980 e dieci ragazzi decidono di seguire la Lazio ovunque. Si comprano giubbotti uguali e costituiscono una banda. La banda dei Gatti Morti.
Nel romanzo si parla più di calci che di calcio. Questa è una storia di ultras, di sbirri, di treni, di autogrill, di trasferte, di serie B, di amicizia e di violenza. Non la violenza della criminalità, ma uno stare in bilico tra goliardia, scherzi da caserma e violazioni del codice penale. Tutto il resto, poi, è amore e desiderio, per il protagonista, di tornare indietro a recuperare il perduto passato

 

 

postato da: footballcrazy alle ore maggio 27, 2008 15:54 | link | commenti
categorie: libreria